Trattamenti Antiparassitari, qualcosa è cambiato negli anni

Trattamenti Antiparassitari, qualcosa è cambiato negli anni

Spulciando fra le vecchie foto dell’azienda me ne è capitata una fra le mani che mi ha fatto proprio sorridere: ecco, la condivido con voi, che cosa vi salta agli occhi?

A me la persona seduta lì tranquillamente mentre il cannone dell’atomizzatore diffonde nell’aria i prodotti del trattamento da fare agli ulivi!

A distanza di anni le regole per effettuare questi trattamenti antiparassitari sono molto cambiate ed una cosa del genere sicuramente non avverrebbe più! Tutti i dipendenti sono a conoscenza dei rischi che si corrono entrando in contatto con determinate sostanze e gli addetti ai trattamenti hanno frequentato un apposito corso e sono muniti di un Patentino che deve essere periodicamente rinnovato superando degli esami. Indossare idonei DPI come una tuta ed i guanti, gli stivali e soprattutto una maschera con filtri speciali che protegge occhi e  vie respiratorie è obbigatorio. Paticolare attenzione  è prestata anche al tipo di prodotti utilizzati ed alle modalità per “diffonderli” sulle piante e nell’ambiente e per ulimo e non meno importante devono sempre essere rispettati i tempi di carenza, cioè far trascorrere uno specifico periodo di tempo prima di raccogliere i frutti trattati con i fitofarmaci, così da essere sicuri che nessuna traccia di queste sostanze sia presente anche in minima parte nelle olive o nell’olio.

Le condizioni climatiche tipiche dei nostri appezzamenti ci hanno fatto propendere per la scelta di praticare un’agricoltura integrata che, al contrario della lotta biologica, non esclude l’uso di sostanze chimiche ma ne contiene al minimo indispensabile le quantità.

In una campagna olearia come questa, daltronde, con le condizioni climatiche tanto cambiate a favore di caldo e umidità, l’infestazione di mosca olaeria non sarebbe affatto controllabile senza l’uso di insetticidi.

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Ed ecco un altro ricordo: la foto ritrae uno dei nostri collaboratori “storici”; Luigi Costanzo. E’ stato per decenni la persona di fiducia di mio nonno in tutti gli aspetti agronomici e della conduzione del frantoio e possiamo veramente dire che ci ha visti tutti bambini, da mia madre Angelina ai nostri figli: ” ‘zu Lui’ “, per noi Luigi. L’affetto che ci lega a lui resta immutato ancora oggi!

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